Sin da bambino esprime il suo innato talento per il disegno, le costruzioni e le composizioni cromatiche.

Verso la metà degli anni 80’, durante una permanenza di lavoro del padre con Andy Warhol a New York, incontra l’arte di strada. 

Di forte impatto furono per lui le escursioni nei bassi fondi del Bronx, che a quel tempo, erano sotto il controllo delle bande di teppisti motociclisti.

Il suo spirito ribelle e la febbre creativa, gli stimolarono l’urgenza di esprimere quelle atmosfere con la pittura aereosol.

Tutto intorno a lui era in disuso e coloratissimo.

Grovigli di segni e segnali, scritte arrotondate, facce fumettistiche sdoganavano il marciume, per far posto alla sua immaginazione.

Quella pittura anarchica e vibrante era la cultura, che proprio a quel tempo stava stabilendo una nuova ricerca formale anche in Europa.

I nomi che si erano approcciati alla legalità delle gallerie istituzionali, erano Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Kenny Sharf, che nel 1984 era approdato anche alla Biennale di Venezia.

Per lui ragazzo del ’76, in transito tra l’età della fantasia e quella della ragione, non era possibile accettare di restare compresso all’interno di schemi tradizionali; la sua pittura fu la Street Art, quella che anche a Milano iniziava ad accendersi, e di cui PONGO fu tra i precursori.

Dopo il diploma al liceo artistico si infiamma con più impeto la voglia di graffiare sulla pelle delle città, negli spazi urbani e suburbani. Fatti che gli causeranno non pochi incidenti.

PONGO è un Wildstyler e come tale ricerca, progetta ed evolve le strutture delle lettere, della scrittura e delle immagini metropolitane.

La sua attività di “Writer stradale” dura diversi anni sino al 2000.

Dipinge ogni superficie con particolare attrazione verso treni e metropolitane, ma senza tralasciare i grandi muri delle periferie, cosi divenendo uno dei personaggi di maggior spicco in Italia.

Molto attivo sia a Milano che a livello internazionale, partecipa a manifestazioni ed eventi in tutta Europa, mentre i rapporti con N.Y.C. andavano intensificandosi. Entra a far parte dei TNB e avvia collaborazioni artistiche con i TAT, famosissimi gruppi storici Newyorkesi già attivi negli anni ’70 e considerati i pionieri del Writing.

Nonostante il suo pendolarismo con gli Stati Uniti e le collaborazioni con i suoi colleghi newyorkesi (non ultima quella del 2010), la sua pittura su tela ed altri materiali, attraversa diverse fasi.

In seguito all’ingresso nel nuovo millennio ha un periodo di riflessione, che sposta i suoi interessi verso la ricerca filosofica, la natura e sostenibilità della vita sul nostro pianeta. Oggi utilizza la pittura verso scelte artistiche utili alla propria e altrui crescita umana, senza dimenticare le esperienze di frontiera, coerentemente con il proprio passato.

Nel 2013 presenta presso la Pow gallery di Torino il suo progetto di arte contemporanea “Pongo Without Truth” , con catalogo edito da Onions edizioni, dove porta all’attenzione il suo stile innovativo “Original 3D Painting” di cui è l’ideatore e l’unico rappresentante al mondo.