PONGO BIOGRAPHY AND PAINTING CONCEPTS
Verso la metà degli anni ’80 durante una permanenza di lavoro del padre a New York incontra l’arte di strada.
Dopo il diploma al liceo artistico si infiamma con più impeto la voglia di graffiare sulla pelle delle città, negli spazi urbani e suburbani.
Sceglie un nome: Pongo
PONGO è un Wildstyler e come tale ricerca, progetta ed evolve le strutture delle lettere, della scrittura e delle immagini metropolitane.
Dipinge ogni superficie con particolare attrazione verso treni e metropolitane, ma senza tralasciare i grandi muri delle periferie, cosi divenendo uno dei personaggi di maggior spicco in Italia.
Molto attivo sia a Milano che a livello internazionale, partecipa a manifestazioni ed eventi in tutta Europa, mentre i rapporti con N.Y.C. andavano intensificandosi entra a far parte dei TNB e avvia collaborazioni artistiche con i TAT, famosissimi gruppi storici Newyorkesi già attivi negli anni ’70 e considerati i pionieri del Writing.
La sua attività di “Writer stradale” dura diversi anni sino al 2000.
Nonostante il suo pendolarismo con gli Stati Uniti e le collaborazioni con i suoi colleghi Newyorkesi, la sua pittura su tela ed altri materiali, attraversa diverse fasi.
In una delle sue permanenze a New York trova per puro caso nella libreria del MOMA una pubblicazione che rievoca gli anni 50 ed i film tridimensionali che si guardavano con gli occhialini di cartone e lenti di plastica blu e rossi.
La mente dell’artista è uno spazio di trasformazione dove un semplice rapido stimolo può sintetizzarsi alchemicamente in una nuova immaginazione.
Questo è l’attimo che Pongo ha saputo fermare e rigenerare per un nuovo pensiero d’arte.
In questo tempo dove la tecnologia con grande rapidità sta supplendo all’uomo pittore, Pongo decide di capovolgere il passato in un nuovo futuro e si sostituisce ai programmi del computer dipingendo manualmente con colori e pennello in 3D.
I soggetti dei dipinti si trasformano negli occhi del fruitore ed escono dai quadri in rilievo verso un virtuale futuro con l’ausilio degli occhialini blu e rossi stile anni 50.
Da allora Federico Pongo aggiunge alla sua firma la sigla 3D per identificare la paternità del concetto dei sui dipinti che esaltano l’artificio dell’arte e la sua falsità. L’ingresso nel nuovo millennio è stato vissuto come l’anno zero, sinonimo di un nuovo inizio, e come tutto ciò che inizia induce entusiasmo ma anche timore.
Pongo conosce la forza terapeutica della immaginazione positiva.
I suoi quadri dipinti in 3D guardati attraverso gli spiritosi occhialini, sdrammatizzano le paure che avevano scosso la società nel precedente millennio: mille e non più mille e si rivolge direttamente al futuro.
Dipinge paesaggi inesplorati simili ad asteroidi, programmati da illogiche formule matematiche per porre domande sulla crescita umana, senza abbandonare però le sue pratiche di frontiera a colpi di spray ed il suo vissuto di arte pubblica, che lo porranno tra i più importanti creatori d’immagini per grandi aziende internazionali ed importanti istituzioni, come ad esempio il Museo del Design di Milano, Nike, le marche di automobili Nissan e Kia, Brand di moda come C.P. Company, Blauer U.S.A., Dr Martens, Etro, alta orologeria come Roger Dubuis e molti altri.
Nel 2013 presenta presso la Pow Gallery i suoi dipinti concettuali PONGO 3D : WITHOUT TROUTH – GRAFFI AL FUTURO SENZA VERITA’.
Sono opere pittoriche che simulano la tecnica 3D e battono la virtualità del computer.
Le visioni intensamente attrattive dei suoi quadri nascondono però una più profonda “verità”, la fragilità dell’ecosistema messo a rischio dalla cecità degli uomini e degli Stati.
Questa consapevolezza muove la sua creatività verso una nuova coscienza e lo porta a riflettere sulla frase con la quale Luis Bunuel motivava il titolo del suo famoso film “il Fantasma della Libertà”, ovvero “il conformismo rende invisibile la libertà, come papere in fila dove tutte le papere si accodano alla prima”.
La metafora ha illuminato la fantasia di Pongo, convinto che l’artificio della sua pittura 3D, caricata di leggerezza ed ironia potesse trasformare i soggetti “papere“ in vere star contemporanee, reinterpretate come ritratti sedimentati nella memoria collettiva della storia dell’arte.
Appropriazioni che nelle opere d’arte di Pongo 3D, producono piani di lettura diversi.